mercoledì 3 settembre 2014

Il bonèt

Il bonèt è un budino di antichissima tradizione, tipico del Piemonte, a base di uova, zucchero, latte, liquore (solitamente rum) e amaretti secchi. Può presentarsi con o senza cioccolato o cacao. L'etimologia del nome è incerta e si sono avvicendate versioni molto diverse. In lingua piemontese il termine bonèt indica un cappello, o berretto tondeggiante, la cui forma ricorda quella dello stampo a tronco di cono basso in cui viene cotto il budino.

Di fatto lo stampo di rame in cui si cuocevano i budini e i flan, veniva chiamato bonèt ëd cusina cioè cappello da cucina, berretto del cuoco. Il dolce avrebbe quindi preso il nome dallo stampo. Questa è l'interpretazione che viene data dal vocabolario Piemontese/Italiano di Vittorio di Sant'Albino del 1859.

Un'altra interpretazione diffusa nelle Langhe, una delle zone di origine, ritiene che il nome richiamasse il cappello perché il dolce veniva servito alla fine del pasto così come il cappello è l’ ultimo indumento ad essere indossato prima di uscire.
La ricetta che trovate di seguito si ispira a quella del Manuale di Pasticceria Italiana di Scolari e Busnelli, un vero classico per chi si diletta di pasticceria.



Ingredienti (8 porzioni):

300 g di zucchero, 400 gr. di uova, 500 gr. di latte, 5 cl. di rum, 70 gr. di cacao amaro, 120 gr. di amaretti, 100 gr. di zucchero per il caramello

Esecuzione:

In una terrina sbattere le uova con lo zucchero (senza montarle) poi incorporare gli amaretti sbriciolati finemente, il cacao, il rum e il latte. Caramellare lo zucchero in uno stampo rettangolare, riempirlo con il composto e cuocere a bagnomaria in forno a 150° per circa un’ora. Lasciare raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigorifero. Rovesciare il dolce sul piatto da portata e decorarlo con amaretti e ciuffi di panna montata.

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