martedì 18 agosto 2015

Passeggiata all'Expo: il padiglione del Nepal, un'oasi di pace dove riposarsi facendo anche uno spuntino

Il 12 luglio è stato completato e inaugurato il Padiglione del Nepal, grazie anche alla solidarietà dei lavoratori italiani dell'Expo che hanno terminato la costruzione della struttura dopo che gli operai nepalesi avevano fatto ritorno a casa per il terremoto.
Si ispira alla forma del "mandala", il diagramma circolare composto dall’unione di più figure geometriche che richiama il cerchio della vita. Il mandala rappresenta, secondo i buddhisti, il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro e, attraverso un articolato simbolismo, consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente. "I visitatori potranno sentire il suono della serenità e meditare. Per nutrire il pianeta, bisogna partire proprio dalla pace" suggerisce il vice-commissario del padiglione.

Partendo dal Decumano il percorso di visita si scinde in due percorsi che si intrecciano: una morbida rampa e i gradini. Questa articolazione crea successivi terrazzamenti che trasportano il visitatore nell'habitat tipico della montagna. Rappresenta l’atto di purificazione per salire al tempio, introduce il visitatore alle diverse aree tematiche e, con la visione di successivi tempietti collocati lungo le rampe, alterna momenti di partecipazione e di intrattenimento ad aree espositive. L’atmosfera in cui si calano i visitatori è quella degli antichi insediamenti delle valli di Kathmandu, dove per secoli popolazioni di etnia, religione ed estrazione sociale differente hanno vissuto e prosperato in armonia, con porticati e templi caratterizzati da 42 colonne splendidamente intagliate a mano con la narrazione di storie e preghiere. 
All’apice del cammino di visita si sviluppa un ampia terrazza pensata come luogo di relazione. È il punto più alto a cui si può accedere, e apre la visuale al tempio principale, che appare come un’enorme scultura progettata e costruita da scalpellini locali, ricca di decorazioni lignee, specialmente nei vari tetti che ne costituiscono la copertura.Procedendo verso l'interno, i rumori e la luce si attenuano, la musica sciamanica prende il sopravvento e si è proiettati in una dimensione spirituale, in un'oasi di pace.


Intorno al tempio principale prende forma lo stupa, un monumento buddista che simboleggia anche la pace nel mondo. Tramite la loro forma perfetta, queste strutture esprimono la chiara natura della mente, l’illuminazione.
Il Nepal ha voluto esporre nel Padiglione una riproduzione della Piramide dell’Associazione Evk2 del CNR come segno di amicizia e collaborazione tra Italia e Nepal. 
La Piramide, un gioiello della scienza e della tecnologia, è stata costruita nel 1990 ai piedi dell’Everest ed è ancora oggi un punto di riferimento per scienziati e medici che  vanno lì per effettuare le loro ricerche e i loro studi. Il laboratorio interdisciplinare più alto della terra (5050 metri) è anche uno strumento di sviluppo per il territorio e di formazione e scambio culturale con le popolazioni locali. 
Le esposizioni del Padiglione del Nepal vogliono infine farci conoscere da vicino la cultura e il patrimonio del territorio nepalese, caratterizzato da un altissimo tasso di biodiversità (oltre settecento specie diverse prosperano grazie all’acqua proveniente dai ghiacciai della catena montuosa dell’Himalaya). Proprio l’irrigazione e le tecniche dell’agricoltura di montagna, sviluppata in secoli di lavoro, sono al centro dei temi e delle iniziative del padiglione.


Dopo questa premessa, direi doverosa per rendere omaggio a questo paese e alla sua cultura, possiamo parlare dell'incontro con il cibo nepalese.
Non abbiamo scelto il menù degustazione ma abbiamo preferito comporre noi il nostro menù. Innanzitutto i momo, ravioli cotti al vapore ripieni di carne e spezie da condire con una salsina di pomodoro piccante; poi abbiamo assaggiato i samosa, panzerotti ripieni di patate e curry tipici della cucina indiana; i mini bara, focaccine di lenticchie; ed infine  i nimiki, coriandoli di pasta fritti. Da bere il lassi, tipica bevanda nepalese a base di yogurt, acqua e cannella. Tutto gradevole, consumato sui tavoli di legno grezzo, vicino alla vasca, in un ambiente molto tranquillo. La spesa: 25€ in due.




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