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sabato 23 maggio 2020

Pissaladierre

La pissaladierre è una pizza rustica tipica della cucina provenzale, in particolare di Nizza. Deve il suo nome al "pissalat", un condimento ricavato da un composto di avannotti, sardine e acciughe.

Per la pasta:
250 g di farina forte (W260)
10 g di lievito di birra fresco (o 4 g di lievito secco)
1 cucchiaino di zucchero
130 g circa di acqua
15 g di olio extra vergine
8 g di sale

Per la composta di cipolle:
3 cipolle bianche (o rosse) grandi
8 filetti d’acciuga
olive taggiasche
rosmarino e timo
sale e pepe q.b.
50 ml di olio extravergine

2 spicchi d’aglio vestiti

Esecuzione
Sciogliere il lievito in 50 g di acqua leggermente tiepida con lo zucchero, aggiungerlo alla farina insieme alla restante acqua (aggiunta poco per volta) e impastare nella planetaria o a mano. Aggiungere l’olio e infine il sale. 
Quando l’impasto sarà liscio ed elastico lasciarlo lievitare ben coperto sino al raddoppio.
Nel frattempo affettare sottilmente le cipolle e farle appassire con l’olio, il sale, il pepe e un mazzetto di erbe aromatiche. Lasciar cuocere per circa 40’ togliendo il coperchio negli ultimi minuti per far asciugare le cipolle. Far raffreddare il composto.
Stendere la pasta a 5 mm di altezza in una teglia leggermente unta d’olio. Ricoprire e lasciar lievitare ancora per circa un’ora.
Disporre le cipolle sopra la pasta. Guarnire con le olive e con due spicchi d’aglio con la buccia conficcati nella pasta. Cuocere in forno a 180°C per circa 30’.
Fuori dal forno decorare con i filetti d’acciuga e foglie di timo.
Servire tiepida.


venerdì 29 agosto 2014

Focaccia genovese

Mi sono accorta che non ho mai inserito la ricetta della focaccia genovese. Ma come è possibile!?
Procuratevi una teglia rettangolare di alluminio 30x40 cm ed ecco le dosi perfette.



Ingredienti:

500 g di farina
15 g lievito di birra
10 g sale
25 g d’olio extravergine
275 g circa d’acqua

per la salamoia:

100 g di olio extra vergine
100 g d’acqua

Esecuzione:

Impastare la farina, il lievito, l’acqua, l’olio, il sale e lavorare per alcuni minuti. Coprire l’impasto e lasciarlo riposare per circa 45'. Stenderlo a circa 1 cm d’altezza e metterlo nella teglia leggermente unta d’olio. Segnare la pasta con i polpastrelli in modo da fare tante fossette che hanno la funzione di trattenere la salamoia e far cuocere meglio la pasta, ricoprire con la salamoia (tenendone un po’ da parte per aggiungere successivamente se occorre) e far lievitare 1h e 30’ circa. Cospargere con qualche chicco di sale grosso ed eventualmente qualche ago di rosmarino. Infornare a 220° per 10’, poi abbassare la temperatura a 180° e cuocere per 10/15’.

giovedì 26 giugno 2014

Focaccia pugliese al grano arso

Non conoscevo il grano arso prima di incontrare la mia amica Beatrice, pugliese e Insegnante AICI,
Ne ho conosciuto la storia, l'ho provato nella focaccia pugliese e ve lo propongo perché è una chicca della nostra cucina regionale. I testi sono di Beatrice Cassano.

Le origini del grano arso risalgono al lungo periodo del latifondismo nella Daunia pugliese (anche definita come “granaio d'Italia”) ed erano legate alla tradizione contadina più povera di raccogliere i chicchi di grano rimasti sul terreno dopo la bruciatura delle stoppie al termine della mietitura, previo permesso dei ricchi proprietari terrieri. Quei chicchi di grano bruciati che venivano poi macinati in mulini a pietra, uniti ad una modesta quantità di farina bianca ottenuta spesso come merce di scambio, consentivano ai contadini di ottenere un quantitativo sufficiente di farina per la cucina.

Dopo il secondo conflitto mondiale, le importanti situazioni politiche e socio-economiche del Paese (tra i quali va considerata la Riforma agraria del 1950 che, sia pure gradualmente, attuò una più equa distribuzione terriera), portarono i contadini a condizioni di relativo maggiore benessere. L'acquisto della farina bianca divenne così sempre più agevole e il grano arso sparì dal consumo.

Il suo ritorno sul mercato, recente di qualche anno grazie alla riscoperta di produttori e ristoratori locali, lo ha già connotato come un prodotto tipico pugliese sia pure con caratteristiche ancora di “nicchia”. Il grano arso attuale è tuttavia ottenuto in maniera diversa dall'originale. All'antica pratica della bruciatura, non più consentita dalla legge in quanto sviluppa delle sostanze nocive per l'organismo, si è infatti sostituita quella della tostatura e/o affumicatura del grano duro, sia a livello industriale che artigianale.

Purtuttavia, la farina (semolato) che si ottiene dalla sua macinazione ne conserva sempre il colore e il gusto particolari. 

La forte identità del prodotto è data dal colore marrone-viola e dagli aromi che spaziano dalla nocciola al caffè tostato. Il processo di tostatura spinto a oltre i 220° determina peraltro, nella farina, l'alterazione e parziale distruzione della glutenina e della gliadina, cosicché il suo contenuto proteico è complessivamente modesto. La sua intensa caratterizzazione gusto-olfattiva dunque, ma anche il moderato sviluppo di glutine, portano a non utilizzare questa farina in purezza, ma piuttosto a miscelarla, tagliarla, con altre. Per un impasto corretto, è necessario calcolare una percentuale che va dal 20 al 30% massimo sul totale della farina impiegata. Il suo utilizzo finale può variare dalla semplice pasta, fino al pane, focacce o lievitati in generale.

Focaccia di grano arso

Ingredienti:

250 g di semola rimacinata di grano duro
125 g di farina di grano arso
125 g di farina 00
150 g di patate
350/400 ml di acqua tiepida
10 g di sale
15 g di lievito di birra
200 g di pomodorini ciliegini o datterini freschi (o a filo)
150 ml di olio evo
10 g di origano secco

Esecuzione:

Lessare le patate, sbucciarle e passarle con uno schiaccia patate. Amalgamare la semola e le due farine, unire il sale e le patate tiepide, iniziare ad impastare con una parte dell’acqua in cui si è sciolto il lievito, aggiungere 1/3 dell'olio e successivamente la rimanente quantità di acqua fino ad ottenere una consistenza morbida e appiccicosa. Lavorare l'impasto per amalgamare bene gli ingredienti e quindi batterlo energicamente con le mani per qualche minuto facendo incorporare aria. 
Lasciare lievitare fino a raddoppio (circa 1-2 h) coprendo con pellicola. Poi, sgonfiare appena l'impasto e stenderlo delicatamente in una teglia di ferro ben unta di olio; posizionare sulla superficie con una lieve pressione i pomodorini tagliati a metà e con il taglio verso il basso, irrorare con abbondante olio, cospargere con origano, quindi coprire con pellicola e far lievitare ancora per 40’-50’. Infornare in forno statico preriscaldato a 200° fino a doratura della focaccia (circa 30').


lunedì 25 marzo 2013

La farinata

Il periodo della farinata sta per finire anche se questa primavera, che si annuncia piovosa, ci dà la possibilità di smaltire le scorte dei cibi invernali e quindi anche la farina di ceci. Devo questa ricetta a Laura che più volte me l'ha chiesta conoscendo le mie origini. Occorre però specificare che la farinata dovrebbe cuocere nel forno a legna, ad alta temperatura (300° C) e che in casa non è possibile ottenere il prodotto che troviamo "nelle sciamadde", gli storici locali liguri nei quali si prepara questo cibo da strada. La farinata cotta nei grandi testi di rame con il forno a legna è sottile, morbida all'interno e croccante in superficie; quella che le nostre nonne facevano in casa era più morbida e più spessa anche se il sapore era altrettanto gradevole.
Personalmente preferisco la farinata sottile per cui ho fatto molte prove nel corso degli anni con l'intento di raggiungere un risultato più vicino possibile all'originale e non sempre ci sono riuscita.
Vi darò di seguito una ricetta che rappresenta la sintesi dei miei esperimenti e vi auguro buon lavoro!

Ingredienti per una teglia 30x40 (di ferro, rame o alluminio ):

250 g di farina di ceci
750 ml d'acqua
10 g di sale
pepe q.b.
1/2 bicchiere d'olio extra vergine
1 cipollina novella

Esecuzione:

Stemperare la farina di ceci in acqua salata e mescolare bene sciogliendo eventuali grumi. Lasciare riposare due ore o più. Pepare, aggiungere 3 cucchiai d'olio e la parte verde di una cipollina a rondelle. Versare in una teglia di rame o alluminio 1/2 bicchiere scarso d'olio e farla scaldare in forno. Aggiungere la farinata e infornare a 220° C  per 20' circa e poi accendere il grill per alcuni minuti fino a quando la superficie sarà dorata. Lasciare riposare qualche minuto fuori dal forno e servire calda. La fase più complessa della ricetta è la cottura che dovrete calibrare in base anche alle caratteristiche del vostro forno. E' importante stare attenti che la farinata non secchi troppo, cosa che nel forno di casa è abbastanza frequente. Non usare il forno ventilato perché si formano grosse bolle sulla superficie e la farinata non cuoce uniformemente.
Se vi piacesse usare la teglia rotonda di 28 cm di diametro vi occorrerà riproporzionare gli ingredienti partendo da 150 g di farina di ceci, 450 g d'acqua e così via.

Ecco il risultato:




venerdì 4 maggio 2012

La focaccia di Manuelina

E' un pò di tempo che non scrivo sul blog! Ho sudiato, ho sperimentato e sto lavorando per prepararvi una sorpresa. Ci vuole però ancora un pò di pazienza.
Per il momento accontentatevi di vedere la focaccia della Manuelina:



Dopo aver insegnato a fare la focaccia di Recco nella scuola La Casa di Mela (e ho replicato il corso per 5 sere) mi è venuta voglia di tornare a provare l'originale. Lunedì scorso sono andata dalla Manuelina, che ora è un locale elegante e forse un pò troppo pretenzioso rispetto a quello che ricordavo, e mi sono fatta preparare una focaccia. Quella che vedete, di 50 cm di diametro, ce la siamo fatta fuori in tre. Che dire, fantastica! Leggera come una nuvola e croccante. Il segreto è la cottura: forno a 300° per 6'. Impossibile ottenere questa consistenza nel forno di casa.
Ecco la loro ricetta.

Ingredienti (teglia da 50 cm):

800 gr. di crescenza (prodotta con latte ligure)
200 gr. d'acqua
400 gr. di farina manitoba
120 gr. di olio d'oliva extra vergine ligure
sale

Esecuzione:

Lavorare sulla spianatoia la farina con 80 gr. d'olio e aggiungere acqua fredda sino ad ottenere un impasto molto morbido. Formare un panetto, porlo in una terrina e farlo riposare a temperatura ambiente un'ora evitando correnti d'aria. Suddividere la pasta in due panetti e stenderli in sfoglia sottile. Con le mani chiuse a pugno lavorare sotto la sfoglia cercando di allargarla e renderla ancora più fine, quasi trasparente. Oliare una testo di rame stagnato  con un diametro di 50 cm. e rivestirlo con una sfoglia. Distribuire la crescenza a pezzetti e ricoprire con la seconda sfoglia pizzicandola in più punti con le dita fino ad ottenere dei fori di 1 cm. Cospargere di sale fino e irrorarla con l'olio rimasto stendendolo su tutta la superficie con il palmo della mano e schiacciando nel contempo ipezzetti di formaggio. Porre in forno a 300° per circa 6', finchè la superficie della focaccia sia dorata e la consistenza croccante e friabile. Servire subito tagliata a grossi pezzi.

venerdì 4 febbraio 2011

Quadrotti di focaccia al gorgonzola (ricetta delle sorelle Simili)

Questo mese tra feste, compleanni, cene con amici ho avuto modo di sperimentare molte ricette.
I quadrotti al gorgonzola delle sorelle Simili sono ottimi per un aperitivo, si possono preparare giorni prima e poi congelare. Poche ore prima di servirli si fanno scongelare a temperatura ambiente, lo strutto li mantiene morbidi e soffici.

Ingredienti:

500 gr. di farina 0 (o 00)
200 gr. di gorgonzola dolce
30 gr. di lievito di birra
150 gr. circa di acqua
50 gr. di strutto
50 gr. di burro
8 gr. di sale

Esecuzione:

Amalgamare tutti gli ingredienti a mano o in planetaria con frusta a gancio. Formare una palla e far lievitare l'impasto in una ciotola imburrata finchè raddoppia di volume (circa 50-60 minuti).Senza lavorare troppo l'impasto stenderlo a circa 1,5 cm di altezza in modo da formare un rettangolo. Con la rotella dentata tagliare dei quadrati di 5 cm di diametro, pennellarli con uovo sbattuto , disporli sulla teglia un pò distanziati tra loro e lasciarli lievitare per 30-40 minuti. Cuocerli in forno a 180° per circa 20-30 minuti.

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