giovedì 30 giugno 2016
martedì 31 maggio 2016
Gocce di seirass con basilico e limone su crema di zucchine
Devo l'idea di questa ricetta alla simpaticissima Antonella Ricci, chef e proprietaria del Ristorante "Al Fornello" di Ceglie Messapica, nonché direttore didattico della Med Cooking School.
Nel corso dell'ultimo convegno delle Insegnanti di Cucina Italiana ho avuto l'occasione di cenare proprio nel suo locale ed è stata una piacevole scoperta. Figlia d'arte, sa coniugare tradizione e innovazione con gusto ma soprattutto con tanto amore per il territorio e per le materie prime.
Antonella ci ha proposto delle gocce di ricotta di masseria, racchiuse in un involucro di semola, che ci hanno subito incuriosito, per il tipo di lavorazione, ma poi hanno anche deliziato il nostro palato!
Abbiamo raccolto la sfida ed ecco la mia interpretazione.
Non potendo reperire una ricotta pugliese così particolare come quella utilizzata da Antonella, ho scelto il seirass, ricotta piemontese a pasta bianca, morbida, a tessitura finissima e vellutata; ho deciso poi di aromatizzarla con basilico e scorza di limone per stemperare il sapore dolce di latte.
Ingredienti per 4 persone:
200 g di seirass
semola q.b.
scorza grattugiata di 1 limone
foglie di basilico
sale
pepe
2 cucchiai di parmigiano
per la salsa:
4 zucchine
5 cubetti di ghiaccio
30 g di pinoli tostati
15 g di olio extra vergine
sale
Procedimento:
Amalgamare bene la ricotta setacciata con il parmigiano, il sale, il pepe, il basilico spezzettato e la scorza di limone. Formare con l'impasto delle gocce aiutandosi, se si preferisce, con una sac à poche a bocchetta liscia del diametro di 2 cm.
In una pirofila versare una parte della semola (sino a raggiungere 2 cm di altezza), adagiarvi le gocce e ricoprirle con altrettanta semola. Pellicolare la pirofila e riporre in frigo per circa 12 ore (l'umidità dell'impasto contribuirà a far aderire la semola alla superficie dei gnocchi costituendo un involucro).
Tagliare la parte verde delle zucchine eliminando l'interno, sbollentarle per 1' in acqua salata e frullarle con i cubetti di ghiaccio (per mantenere il colore), l'olio, il sale e il pepe.
Cuocere velocemente le gocce in abbondante acqua salata dopo aver eliminato la semola in eccesso.
Ricoprire il fondo dei piatti con qualche cucchiaio di salsa, deporvi le gocce e guarnire con pinoli tostati e qualche fogliolina di basilico.
Per una macchia di colore si può guarnire il piatto con bucce di pomodoro essiccate in forno (si mettono su carta forno e si cuociono a 50° per 2 ore).
mercoledì 27 aprile 2016
Una rivisitazione dell'insalata tailandese di pomelo o Yam Som-o
Ma veniamo al pomelo, questo sconosciuto, che comicia a comparire nei banchi dei supermercati.
Sembra sia originario della Cina meridionale e costituisce l'agrume del
quale esiste la più' antica citazione (2200 a.C.). Coltivato nella Cina meridionale e nel Sud-Est asiatico è comparso in Europa quasi mille anni fa.
Caratteristica del Pomelo è quella di presentare, fra tutti gli agrumi, i
frutti piu' grandi (da cui il nome scientifico). La buccia è spessa e la polpa leggermente acidula, gustosa e fresca. Assomiglia un pò al pompelmo ma senza riprodurne le note amare. Per il consumo,
gli spicchi vanno sbucciati uno a uno. Può essere consumato fresco o impiegato per insalate.
mercoledì 20 aprile 2016
Pavlova ai frutti tropicali
Le origini della pavlova sono controverse e per lungo tempo Nuova Zelanda ed Australia ne hanno conteso la paternità. Un biografo della ballerina Anna Pavlova avrebbe però rivelato che la famosa torta sarebbe proprio stata creata in Nuova Zelanda nel 1926 da uno Chef di Wellington che voleva celebrare la ballerina russa impegnata in una tournée.
Costituita da un base di meringa, morbida
dentro e croccante fuori, viene farcita con panna montata e guarnita con vari tipi di frutta.
lunedì 4 aprile 2016
Brandacujon
Tipico della zona dell’imperiese questo piatto a base di stoccafisso e patate, noto localmente con il nome “brandacujon”, ha radici antiche. L’operazione di mantecatura consisteva nel porre l’insieme appena cucinato, e quindi ben caldo, in un profondo piatto ovale, la “fiammanghilla”, che si chiudeva ermeticamente con un altro piatto ovale più piccolo. Lo si affidava al più stupidotto della compagnia ordinandogli di agitarlo (“brandar” appunto) dal basso verso l’alto finchè il composto risultava ben amalgamato.
martedì 22 marzo 2016
Caponatina di carciofi
Utilizziamo gli ultimi carciofi per preparare questa caponatina di carciofi, un tipico piatto della cucina invernale siciliana.
E' un piatto della tradizione familiare per cui ne troverete mille versioni navigando in rete. Io ho scelto la ricetta di Eleonora Consoli (da "La cucina del sole"- Ed. Dario Flaccovio), con alcune piccole personalizzazioni, perchè non prevede l'aggiunta di salsa di pomodoro. Mi piace molto il carciofo e ne voglio preservare il più possibile il sapore.
E' un piatto della tradizione familiare per cui ne troverete mille versioni navigando in rete. Io ho scelto la ricetta di Eleonora Consoli (da "La cucina del sole"- Ed. Dario Flaccovio), con alcune piccole personalizzazioni, perchè non prevede l'aggiunta di salsa di pomodoro. Mi piace molto il carciofo e ne voglio preservare il più possibile il sapore.
martedì 8 marzo 2016
Causa rellena
Arriva sulle nostre tavole la cucina peruviana. Si è fatta conoscere con l'Expo ed ora ha un posto di primo piano anche nel programma di Identità Golose.
Grazie alla biodiversità che caratterizza il suo territorio è una cucina ricca di colori e sapori.
Vi racconto qui una ricetta sperimentata per la mia lezione di cucina peruviana che ho inserito nel corso "L'eredità dell'Expo" per l' Uniter di Arese.
Grazie alla biodiversità che caratterizza il suo territorio è una cucina ricca di colori e sapori.
Vi racconto qui una ricetta sperimentata per la mia lezione di cucina peruviana che ho inserito nel corso "L'eredità dell'Expo" per l' Uniter di Arese.
La causa rellena è una
versione, per così dire, etnica del gateau di patate. Da consumarsi fredda, con
farcitura di pollo o tonno, ha molte varianti perché ogni zona ed
ogni famiglia ha la sua tradizione. La “causa” è un impasto di patate condito
con sale, limone e altri ingredienti tra cui il peperoncino.
“ En el país de la causa, nadie enseña a hacer causa porque todos saben
hacerla…Porque en el país de la causa, todos tenemos una historia que contar
acerca de este plato, de cómo nos hacia sonreír al llegar del colegio, de cómo
iluminaba las tardes de nuestras casas de la infancia”
mercoledì 10 febbraio 2016
Marmellata di mandarini
Ogni anno mia zia mi regala un cesto dei suoi mandarini, assolutamente biologici, e colti maturi dall'albero. Che profumo! Per me è un regalo prezioso perchè posso utilizzare anche la buccia, cosa che è impossibile da farsi con i mandarini comprati, trattati con cere antimuffa e altri prodotti tossici che non si eliminano facilmente.
Quest'anno ho fatto la marmellata. Ho consultato tante ricette: una ricetta di famiglia della mia amica Ada, una ricetta di Luca Montersino, altre dai blog....ma poi ci ho messo del mio.
Quest'anno ho fatto la marmellata. Ho consultato tante ricette: una ricetta di famiglia della mia amica Ada, una ricetta di Luca Montersino, altre dai blog....ma poi ci ho messo del mio.
venerdì 8 gennaio 2016
Spiedini di gamberi con salsa al mango
Questo è il periodo del mango anche se purtroppo nei nostri supermercati è difficile trovare le varietà migliori e spesso ci portiamo a casa dei frutti dalla polpa fibrosa che non si addicono a questo tipo di preparazione. Per la salsa comunque dobbiamo utilizzare manghi al giusto punto di maturazione e possibilmente trasportati per via area (costano di più ma sono più freschi e saporiti).
Bisogna prima tagliarli in due, in senso longitudinale, facendo scorrere la lama del coltello lungo il nocciolo, poi, sempre con il coltello, si incide la polpa a reticolo. Si gira infine la buccia verso l'esterno, in modo che i quadratini si dividano fra loro e sia più facile staccarli dalla base, e si fanno ricadere con cura in una ciotola.
Ora siamo pronti per realizzare la salsa che accompagnerà i nostri gamberi. Questa è una ricetta di Tina Garten che ho rivisitato secondo i miei gusti (soprattutto ho diminuito le dosi di aglio).
sabato 2 gennaio 2016
Carciofi ripieni alla ligure
Questa ricetta ha molte interpretazioni come tutte le ricette della tradizione regionale e la versione ponentina, così come mi è stata tramandata, si distingue da quella genovese e del suo hinterland. Mentre a Genova potete trovare ripieni anche con carne macinata, animelle, ecc..., arricchiti con ricotta o cagliata, il ripieno alla ponentina è costituito prevalentemente dalla polpa dei carciofi (l'interno ed i gambi), parmigiano, uova, aglio, maggiorana, pan grattato o una patata, olio extra vergine, sale e pepe. Mia mamma aggiungeva anche qualche fetta di mortadella per renderli più saporiti ma anticamente il ripieno era rigorosamente vegetariano.
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